Aglianico

La storia dell’Aglianico

In realtà non sappiamo nulla sulla sua origine, l'Aglianico potrebbe essere etrusco o greco, da cui il nome Hellenico con cui era chiamato, ed essere arrivato con i primi coloni greci che fondarono Cuma. Potrebbe fare parte della grande famiglia delle Aminea di cui ci parla Plinio, potrebbe essere originario della Spagna...

La storia dell’Aglianico

In realtà non sappiamo nulla sulla sua origine, l'Aglianico potrebbe essere etrusco o greco, da cui il nome Hellenico con cui era chiamato, ed essere arrivato con i primi coloni greci che fondarono Cuma. Potrebbe fare parte della grande famiglia delle Aminea di cui ci parla Plinio, potrebbe essere originario della Spagna e giunto nel regno di Napoli con gli Aragonesi, non lo sappiamo. La prima citazione si trova solo nel 1500, ma tutto ciò non ha molta importanza.

Quella che sappiamo è che l’Agliano è un grande vino rosso, di estrema eleganza, strutturato, tannico, corposo e adatto a sfidare gli anni con un invecchiamento glorioso. Il fatto che abbia carattere e una concentrazione zuccherina molto alta e sia molto longevo potrebbe far propendere per l’ipotesi del Falerno, ma lasciamo pure correre la fantasia. E anche se non fosse lo stesso vitigno-vino, sicuramente la zona di produzione è la stessa, quindi cambia di poco la questione.

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Aglianico  Ci sono 6 prodotti.

Torrevento

2014

vino dal colore rosso rubino tendente al granato dopo breve invecchiamento, bouquet pieno e fragrante, delicatamente speziato con sentori di frutti di bosco 



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Polvanera

2015

Abbinamenti gastronomici: Da servire a 10-12°C su antipasti freddi e caldi, latticini, salumi, primi e secondi piatti di media struttura della cucina di terra e di mare. Invitante come aperitivo, può accompagnare briosamente un intero pasto.
Note di degustazione: Colore rosa cerasuolo intenso, di bella luminosità. Fini profumi fruttati (fragolina di bosco, lampone e ciliegia) e floreali (rosa, oleandro), impreziositi da ricordi di erbe aromatiche. Gusto snello, equilibrato, con giusta rotondità bilanciata da piacevole freschezza e netto guizzo sapido. inale di buona persistenza, delicatamente balsamico.

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Rivera

2009

L’Aglianico è una delle varietà più antiche del mondo, essendo stata introdotta dagli Antichi Greci quasi 3.000 anni fa in quella zona dell’Italia Meridionale che essi chiamavano Enotria o Terra del Vino. Ai giorni nostri, le sue qualità sono ampiamente riconosciute: per la complessità, eleganza e capacità d’invecchiamento dei suoi vini, l’Aglianico è stato definito il “Nebbiolo del Sud”.
Il Cappellaccio prende il suo nome dalla crosta calcarea che si trova a circa 30-40 cm di profondità nei terreni tufacei della zona doc Castel del Monte e che è necessario rompere per poter piantare i vigneti. Il Cappellaccio Aglianico Riserva è un vino che esprime al massimo le caratteristiche di questa varietà; dopo due anni di invecchiamento, di cui uno in barriques di rovere francese, acquista eleganza, armonia e complessità nelle sue espressioni organolettiche mantenendo un potenziale di grande evoluzione negli anni successivi.



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Tormaresca

2012

L’inizio primavera è stato contraddistinto da temperature più alte della media, determinando un anticipo del germogliamento della vite di circa una settimana. Tuttavia, nel prosieguo della stagione si è avuta una primavera particolarmente piovosa che ha determinato il ralle e una forte pressione da parte delle principali mal peronospora).Con queste condizioni sfavorevoli è stata di fondamentale importanza una viticoltura particolarmente attenta e tempestiva per poter preservare la sanità dei vigneti e la qualità delle produzioni.



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Conti Zecca

2014

Abbinamento gastronomico Ottimo l’accostamento alla pasta con condimenti particolarmente ricchi, carni rosse, selvaggina e formaggi stagionati

Colore: rosso rubino intenso tendente ad assumere con l’invecchiamento gradevoli riflessi granata

Sapore: avvolgente ed armonico, con tannini morbidi in un corpo ricco e ben strutturato

Temperatura di servizio: 18 °C









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Tormaresca

2008

Alcune annate nella zona di Castel del Monte, dove si trovano i vigneti di Bocca di Lupo, ha avuto due fasi ben distinte: la prima, da marzo a luglio, con un decorso climatico piuttosto freddo e con piogge frequenti che ha determinato un ritardo delle prime fasi vegetative; la seconda, a partire dai primi giorni di agosto, con andamento climatico caldo e asciutto, protrattosi fino al termine della vendemmia, che ha consentito un recupero del ciclo vegetativo e una maturazione ottimale delle uve.

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