Kreos 2015: rosato “dalle dita di corallo”

Scritto da: Staff SalentoInCantina In: Approfondimenti Data: mercoledì, luglio 13, 2016 Commento: 0 Visite: 337
Parli di rosati e parli di Puglia. In tal caso, è protagonista Kreos, il rosé di punta di Castello Monaci.
“Le prime edizioni di questo vino – ci ha spiegato Luigi Seracca Guerrieri, proprietario e manager dell’azienda – erano un mix di Negroamaro e Malvasia: il risultato esprimeva una bassa acidità e il vino era un po’ ‘corto’ in bottiglia, dopo pochi mesi diventava troppo morbido. Abbiamo deciso così di vinificare il Negroamaro in purezza e il risultato ci pare più compiuto”.

Kreos è ottenuto dunque dal 100% di uve Negroamaro, raccolte nelle primissime ore del mattino e subito portate in cantina dove vengono sottoposte a pigiatura soffice. Brevissimo il contatto tra le bucce e il mosto.

Rispetto al 2014 (scarico di colore, pallido come un rosato provenzale), il 2015 è più carico, un rosato salentino tradizionale che esibisce un rosso corallo. Al naso sa di fragole e ciliegie, al palato esprime un sapore pieno ed elegante, mentre l’acidità garantisce freschezza. Un leggero fondo fruttato resiste in bocca e si conclude in un finale cremoso e strutturato.

Il nome viene da Eos, la dea dell’aurora della mitologia greca, sorella di Elio, il dio del sole, e di Selene, la dea della luna. Secondo il mito, ogni mattina la dea piangeva la morte del proprio figlio, ucciso da Achille durante l’assedio di Troia, e le sue lacrime formarono la rugiada. Omero la chiamò la dea dalle dita rosate per l’effetto che si vede nel cielo all’alba.

Da bere fresco, si abbina ad aperitivi leggeri, primi e secondi di mare, crudi di pesce, insalate di riso e couscous, carni bianche cucinate delicatamente.

Fonte: http://www.gnamglam.it/gnam/kreos-2015-rosato-dalle-dita-di-corallo/

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